ExoMind | Be ready to disrupt Blog

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Viviamo in un mondo sempre più influenzato dalle tecnologie esponenziali, con sempre più opportunità di innovare e creare benessere. Per cogliere appieno queste opportunità, è necessario che le aziende e i loro dirigenti cambino in modo radicale il modo di fare impresa, ponendo le nuove tecnologie al centro dei loro modelli di business e sviluppando soluzioni organizzative agili e reattive in una logica e cultura di sperimentazione continua. In questo blog proponiamo alcuni consigli, spunti di riflessione ed approfondimenti sui temi dell'innovazione, tecnologie esponenziali, business transformation, modelli organizzativi, framework e metodologie di successo già implementate a livello internazionale.

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Nell’ambito della partnership tra ExoMind e MELIUSform business school, ExoMind è ora knowledge partner del progetto pilota Meliusform Holo Corporate Learning , il nuovo e innovativo modello di formazione, basato sulla realtà mista, che permette alle aziende e ai loro executive di fare formazione a distanza attraverso le tecnologie olografiche di Microsoft in ambito HoloLens.

Il progetto, sviluppato dalla business school MELIUSform in collaborazione con Microsoft e Hevolus (azienda partner di Microsoft per la mixed reality) è destinato, in questa forma pilota, all’area formativa business management, che vede Cristiano Daolio, fondatore e managing partner di ExoMind nel ruolo di relatore.

L’innovativo modello di formazione,  che si propone di migliorare l’efficacia dei corsi e di rendere più veloce il tempo di apprendimento (e il ritorno dell’investimento per le aziende), ha ottenuto il “Premio innovazione Smau 2020” ed è stato presentato per la prima volta a Smau Milano mercoledì 21 ottobre.

Mediante l’utilizzo dei visori Microsoft HoloLens i partecipanti potranno condividere percorsi esperienziali di formazione essendo virtualmente in un’unica stanza con i propri avatar, ma dislocati fisicamente in diversi luoghi.

Una soluzione che, mediante la stimolazione di tutti i sensi, permette l’interazione continua tra docente e partecipanti e lo svolgimento di lavori di gruppo in “stanze virtuali” separate.
Attraverso l’esperienza immersiva in un mondo virtuale e reale, i partecipanti dei corsi dell’area formativa business management potranno sperimentare soluzioni e canvas attraverso gli strumenti che fanno leva sulla metodologia del design thinking,
disegnare e condividere un nuovo modello di business esponenziale, sviluppare un progetto e tracciare iniziative di trasformazione della propria azienda.


 

 

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Mercoledì 16 ottobre si è svolto il webinar “Exponential Organizations and Digital Transformation Journey”, una speciale sessione live rivolta a tutte le aziende ed executive che vogliono trasformare la propria impresa in una organizzazione esponenziale.

Il webinar ha visto la partecipazione esclusiva di Yuri van Geest, ambassador di ExoMind, esperto internazionale di management, coautore del best seller “Exponential Organizations” e riconosciuto da Thinkers 50 come uno dei 50 migliori scrittori emergenti al mondo di libri di management.

Durante il live abbiamo presentato consigli pratici e casi di successo internazionali per portare l’innovazione all’interno dell’azienda e applicare modelli di business dirompenti attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Cristino Daolio, Co-founder e Managing Partner di ExoMind, ha inoltro esposto l’importante caso di successo di Hevolus, nota azienda italiana che ha già intrapreso da diversi anni un significativo processo di trasformazione esponenziale; a dimostrazione che anche in Italia è possibile avviare il rinnovamento dei processi e della organizzazione aziendale per creare valore aggiunto, ricchezza e benessere sfruttando le opportunità derivate dalle nuove tecnologie.

La sessione di Questions & Answers ha dato la possibilità ai partecipanti di interagire con Yuri van Geest e confrontarsi sulle tematiche relative alla business transformation.

Se ti sei perso il webinar, o vuoi riascoltarlo, abbiamo pubblicato sul nostro canale YouTube il live della sessione, disponibile anche all’interno di questa pagina.

Ti invitiamo a seguire i nostri canali social e il nostro Blog per rimanere sempre informato sulle nostre attività e le prossime date dei webinar che organizzeremo.

Buona visione!

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L’8 e il 9 ottobre ExoMind sarà presente all’Innovation Village del SingularityU Italy Summit: un’esperienza per i change-maker che vogliono comprendere e sfruttare il potenziale delle tecnologie esponenziali.


L’Innovation Village è il punto di incontro ideale per approfondire e discutere gli ultimi sviluppi delle tecnologie che stanno impattando il nostro business e l’intera società, insieme a startup e imprese innovative dell’ecosistema italiano - ma non solo: ospiterà oltre 50 sessioni - keynote, workshop, e tavole rotonde, oltre 50 speaker per 5 tracce, 70 startup europee e globali, sessioni di networking e un'area espositiva per scoprire le tecnologie sul campo.

Presso il nostro stand avrai la possibilità di eseguire un assessment gratuito, insieme ai nostri consulenti, per scoprire il grado di esponenzialità della tua azienda. Potrai inoltre aggiudicarti Workshop gratuito di 3 ore presso la tua azienda + un ExO Assessment grautito presso la tua azienda. Ti aspettiamo martedì 8 e mercoledì 9 ottobre presso il nostro stand!

 


La partecipazione è gratuita: per info e iscrizioni accedi a questo link >>> https://suitalyinnovationvillage.it/

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L’innovazione all’interno delle grandi aziende può spesso rappresentare un processo molto lento, erroneamente considerato poco focalizzato sul core business e di scarsa efficacia. La burocrazia aziendale crea inerzia, reprime la creatività e porta i dipendenti a temere di fallire nello sperimentare processi innovativi e dirompenti. La gestione di questo processo, inoltre, è generalmente guidata da obiettivi a breve termine e influenzata da processi e politiche interne.

Al contrario, la maggior parte delle organizzazioni più piccole o cosiddette start-up non sono gravate da questi problemi, ma sono caratterizzate da un processo di innovazione più rapido e fluido.

La domanda che ogni leader aziendale deve oggi considerare è come catturare lo spirito dello start-up e guidare l’innovazione anche all’interno delle aziende più grandi. Una soluzione è quella di esternalizzare l’innovazione, per non sottoporla ad eccessive pressioni potenzialmente soffocanti. L’outsourcing dei processi innovativi può avvenire tramite un gruppo esterno specializzato o una divisione separata all’interno della stessa azienda.

Perché esternalizzare l’innovazione?

Vi sono numerosi casi in cui l’innovazione in outsourcing è un’opzione praticabile e attraente. Ad esempio supponiamo che le la società “Y”, una società di servizi, stia rapidamente perdendo quote di mercato a favore dei concorrenti che stanno guadagnando vantaggio fornendo servizi personalizzati e automatizzati tramite le Applicazioni scaricabili sugli Smartphone. Sfortunatamente, Y non ha esperienza nello sviluppo di questo tipo di tecnologia o nella comprensione di quali altre opzioni sono disponibili. Y potrebbe impiegare mesi per reclutare specialisti in grado di sviluppare un prodotto come quello dei suoi concorrenti. E questi nuovi dipendenti trascorrerebbero senza dubbio le loro prime settimane a studiare i processi interni e politiche aziendali. Quando presenteranno la proposta per la nuova App, entrerà in gioco la burocrazia interna di Y, e potrebbero essere necessari mesi prima che l’Applicazione raggiunga la fase di sviluppo e molto probabilmente non sarà nella forma inizialmente prevista dai suoi progettisti. Nel frattempo i concorrenti di Y avranno ulteriormente migliorato la loro Applicazione o lanciato un nuovo servizio. Un’alternativa per Y è quella di rivolgersi ad una azienda specializzata. Y può chiedere ad un laboratorio di innovazione di trovare rapidamente una soluzione che non si adatti solo a quella proposta dai concorrenti, ma che gli dia un vantaggio. La natura stessa di un processo di outsourcing si presta alla velocità, alla qualità e al valore percepito per il cliente.

Da un punto di vista puramente pratico, esternalizzare l’innovazione sta diventando una opzione molto conveniente in settori diversi tra loro. L’innovazione interna è un processo che in molti casi potrebbe risultare più costoso rispetto all’outsourcing. Inoltre assumere e mantenere i migliori talenti è un compito incredibilmente difficile e può fare aumentare ulteriormente i costi.

Una opportunità di crescita

Dati i numerosi vantaggi offerti dall’outsourcing dell’innovazione, è facile capire perché questo processo sta diventando parte integrante delle aziende che vogliono innovare ed innovarsi rapidamente. Le grandi società stanno esternalizzando a società specializzate o stanno investendo in filiali separate unicamente focalizzate sui processi di innovazione. I budget per l’innovazione non sono più trattati come un elemento “dimenticato” alla voce ricerca e sviluppo, ma sono considerati come un investimento separato e strategico nella visione a lungo termine del business.

L’industria tecnologica è stata il primo settore ad abbracciare completamente l’innovazione in outsourcing, poiché il processo si presta molto bene allo sviluppo del software. Settori più vecchi, come ad esempio quello bancario e assicurativo, hanno impiegato più tempo ad adattarsi, ma oggi investono budget a lungo termine in progetti di innovazione gestiti in outsourcing o da filiali dedicate.

Oggi l’innovazione in outsearcing è diventata un fattore strategico attuabile in ogni settore: la combinazione di vantaggi finanziari e pratici, unita alla tecnologia dirompente, rende l’innovazione in outsourcing una nuova opzione competitiva per le aziende che vogliono evolversi, generare nuove opportunità di mercato e creare nuovi modelli di business.

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La graduale introduzione dei concetti di Big Data e Internet of Things sta rapidamente trasformando le imprese di ogni settore. Ci siamo lasciati alle spalle il vecchio concetto di “Società dell’informazione” e stiamo imparando a comprendere che i dati, gestiti in modo efficiente e in tempo reale, rappresentano lo strumento definitivo per implementare luoghi di lavoro intelligenti che accelerano e migliorano i processi di produzione.

L’attuale fase del settore industriale sta attraversando un momento di forte progresso, contraddistinto dalla presenza di nuove tecnologie – quali i sensori per la raccolta dei dati e i software di Intelligenza Artificiale - che stanno guidando le aziende di ogni settore a ridefinire il concetto di dati e il loro utilizzo all'interno di ogni reparto. Non possiamo più limitarci a raccogliere e archiviare i dati come avveniva in passato! I dati grezzi sono esattamente inutili fino a quando non possono essere elaborati e analizzati per estrarre informazioni preziose. Per questo le aziende, dalle più piccole alle più grandi, devono ottimizzare i propri impianti e trasformarsi in strutture intelligenti in grado di fornire dati leggibili in tempo reale per affrontare rapidamente le sfide del nuovo mercato.

L’elaborazione dei dati in tempo reale viene utilizzata in modo diverso in molti settori. Nella produzione, ad esempio, i dati vengono elaborati per migliorare le operazioni e rendere più efficienti i macchinari e persino il personale. In altri settori, come quello dell’Healthcare, i dati vengono utilizzati allo scopo di rafforzare il trattamento dei pazienti e aumentare l’efficacia delle cure mediche.

Ecco alcuni esempi di come i dati in tempo reale possono essere utilizzati nei vari settori:

Produzione industriale – I sensori per la raccolta dei dati all'interno delle fabbriche stanno investendo il mondo della produzione. Posizionati in aree specifiche degli ambienti produttivi, permettono di raccogliere i dati di produzione e trasferirli in tempo reale ai software di Intelligenza Artificiale. La loro elaborazione consente di segnalare un eventuale problema degli hardware prima che si verifichi il guasto, limitando i fermi di produzione causati dai guasti non preventivati;

Agricoltura – L’analisi dei dati in tempo reale sta trasformando il mondo dell’agricoltura. Mediante il ricorso ai dispositivi IoT per il rilevamento dei dati, oggi le aziende agricole possono costruire una mappa topografica del suolo e ottenere informazioni sempre aggiornate relative alle culture, quali il controllo dell’umidità del suolo, l’irrigazione, il valore dei pesticidi e persino i tempi di raccolta. Il monitoraggio costante di questi valori permette di segnalare una anomalia e intervenire repentinamente per riportare a regime i valori delle coltivazioni e garantire raccolti sempre maggiori. Oltre al verde, i dati posso essere utilizzati anche per monitorare il bestiame e avere informazioni tempestive in merito alla salute degli animali;

Logistica – Al di là del ricorso ai dati per ottimizzare le tratte di consegna, le principali compagnie logistiche utilizzano i dati per ottenere informazioni relative al traffico e indicare ai trasportatori i percorsi in tempo reale con i migliori tempi di percorrenza, riducendo drasticamente i ritardi, e impattando positivamente sul grado di soddisfazione dei clienti;

Vendita al dettaglio – Attraverso flussi continui di dati i rivenditori sono in grado di reagire e rispondere in tempo reale ai clienti, il che li rende molto più competitivi. Inoltre, è possibile instaurare un’esperienza omnichannel con il cliente, che permette, ad esempio, di aprire una linea di comunicazione attraverso i Social Network per poi passare alla chat o alla posta elettronica mentre la conversazione rimane senza interruzioni;

Healthcare – I dati in tempo reale sono la chiave che permette ai professionisti medici di comprendere meglio i loro pazienti. Dispositivi indossabili e monitor possono essere collegati ai pazienti per identificare eventuali anomalie e comunicare le informazioni in tempo reale. Ciò garantisce che il paziente possa essere trattato tempestivamente in caso di eventuali complicazioni. Inoltre, i dati diagnostici possono raggiungere il medico in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento;

Non tutte le organizzazioni hanno già scelto di affidarsi all'analisi dei dati in tempo reale. Le ragioni potrebbero essere diverse, quali la mancanza di esperienza, fondi insufficienti o la paura al cambiamento. Ecco, quindi, 4 ragioni per cui tutte le aziende dovrebbero sviluppare una architettura interna per monitorare il business in tempo reale:

- Gli errori possono essere conosciuti all'istante – La conoscenza dell’analisi dei dati in tempo reale aiuta le organizzazioni a rispondere agli errori più rapidamente e aumenta l’efficienza operativa dell’azienda;

- Aumenta il tasso di conversione e i profitti – Se una azienda è in grado di monitorare il proprio reparto produttivo può facilmente diagnosticare guasti imminenti, e diminuire il budget destinato alla manutenzione straordinaria;

- Migliora l’efficienza – L’implementazione dell’analisi dei dati in tempo reale in una organizzazione avrà necessariamente un costo iniziale. Ma in realtà permetterà di ridurre il carico di lavoro sul reparto IT dell’azienda, che potrà quindi concentrarsi sul raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione;

- Riduce i costi – Il monitoraggio dei dati permette alle organizzazioni di analizzare anche i consumi interni e prendere decisione in merito all'ottimizzazione degli approvvigionamenti e dei consumi.

I dati stanno trasformando il mondo e ogni tipo di azienda. Le organizzazioni di ogni settore possono contare sulla disponibilità di enormi quantità di dati provenienti da svariati tipi di fonti. La vera sfida è però saperli sfruttare e riuscire a trarne vantaggio in tempo reale. Per questo le aziende devono affidarsi ad esperti di software, Data Analyst, Manager dell’innovazione ed Executive in grado di interpretare l’attuale paradigma tecnologico e capaci di identificare e trarre vantaggio competitivo dalle migliori soluzioni tecnologiche IoT. Compito di questi professionisti è migliorare la pianificazione delle attività real time, al fine di intraprendere tempestive eventuali azioni correttive a supporto del business e misurare le performance e i processi, allocando in modo puntuale le risorse e massimizzando la produttività.

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Il processo di digitalizzazione sta investendo aziende di ogni forma e dimensione, e poiché le organizzazioni stanno diventando sempre più digitali, hanno bisogno non solo di nuovi approcci alle tecnologie, ma anche allo sviluppo della leadership e all'apprendimento dei dipendenti.

Oggi, quasi tutte le organizzazioni necessitano di leader ed executive in grado di coniugare il core business dell’azienda con le nuove aspettative create dalla digitalizzazione; il cambiamento epocale in corso sta portando molte aziende alla ricerca di leader innovativi e dirompenti, dotati di impeccabili competenze interdisciplinari, che siano in grado di comprendere le diverse tecnologie, le funzioni e i settori aziendali, e abili a gestire un team di lavoro al fine di mantenere le persone coinvolte e connesse.

Dotati di grandi capacità interpersonali e una vasta gamma di conoscenze tecnologiche, i nuovi leader digitali hanno quattro caratteristiche fondamentali:

• Curiosità - I leader di maggiore successo sono quelli più curiosi, animati da una costante voglia di sapere e di condividere l’informazione all'interno dell’azienda. Credono nella cultura della condivisione come presupposto per il miglioramento personale e aziendale;

• Visione - La visione è tutto, soprattutto nelle prime fasi della trasformazione digitale! Un eccellente leader, ha la visione di come l’azienda può evolversi e deve sapere portare una nuova mentalità (una nuova opportunità competitiva), anche prendendo spunto da ciò che avviene al di fuori del settore dell’azienda, per consentire di riorganizzare e creare una ambiente di lavoro che promuova idee e innovazione;

• Sperimentazione - Se la curiosità è il primo passo per reinventare il futuro, la sperimentazione rappresenta la fase in cui le idee vengono messe in pratica. È necessario comprendere che un eventuale fallimento è un’opzione: il leader digitale sa che gli errori sono inevitabili nell'innovazione, e ha il compito di motivare e dare fiducia alle persone per prendere decisioni innovative e audaci. Compito del leader digitale è aiutare le persone a imparare dai propri errori per affinare le pratiche e migliorare i processi interni;

• Collaborazione e networking – Le aziende di oggi non possono più basarsi su una struttura dall'alto verso il basso, in cui le figure all'apice dell’organizzazione prendono le decisioni e i dipendenti le eseguono. È necessario comprendono il valore della cultura del feedback aperto e motivo per favorire la collaborazione costruttiva tra i dipendenti e i diversi reparti aziendali. I leader digitali comprendono anche la cultura del networking e dedicano il loro tempo anche nella creazione di partnership e ricerca di nuovi luoghi in cui possono connettersi le persone;

• Apprendimento continuo – Desiderio intrinseco e sostenuto di imparare. L’apprendimento costante è alla base dell’attuale rinnovamento tecnologico, contraddistinto da una plurale e costante presenza di nuove opportunità. Il leader digitale deve lavorare allo scopo di espandere le proprie competenze digitali, per potere valutare le soluzioni più adatte agli obiettivi aziendali e fare della trasformazione lo strumento per rimanere competitivi sul mercato.

I nuovi leader digitali sono dunque creativi, curiosi, sperimentali, innovativi e collaborativi, e hanno forti capacità interpersonali che li aiutano a creare reti e installare nuove relazioni, per mantenere le organizzazioni rilevanti nel panorama aziendale in continua evoluzione. Motivano, ispirano e coltivano una cultura del feedback aperto per costruire un ambiente di lavoro e di apprendimento sano e di successo.

Le aziende che stanno posticipando il passaggio all'adozione delle nuove tecnologie avranno a breve minore possibilità di successo e perderanno il loro vantaggio competitivo. Le aziende che si riorganizzano, sfruttando le nuove tecnologie e ridisegnando le relazioni e le collaborazioni interne saranno vincenti. Per affrontare questo cambiamento le organizzazioni devono poter contare su leader digitali in grado di guidare il cambiamento, attraverso il ricorso alle nuove tecnologie e alla creazione e gestione di un ambiente lavorativo più agile e partecipativo.

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L’evoluzione del web ha portato alla creazione di connessioni virtuali onnipresenti che pervadono oggetti e attività del mondo reale. Oggi, tutto può essere collegato a tutto, creando un nuovo ecosistema che va oltre il familiare concetto di IoT (Internet of Things). Per esplorare e definire questo nuovo universo è stato coniato il termine Internet of Everything (IoE).

Il concetto di Internet of Everything si basa sull’idea che le connessioni Intenet intelligenti non sono limitate solo a computer, tablet e smartphone, ma oggi, ogni oggetto può essere dotato di funzionalità digitali per essere collegato alla rete con altri oggetti, persone e processi al fine di generare informazioni preziose, scambiarle e facilitare ogni processo decisionale. IoE sono le connessioni tra persone, oggetti, dati e processi combinate in un sistema comune connesso, il cui scopo è migliorare l’esperienza e prendere decisioni intelligenti. La filosofia dell’IoE descrive il mondo in cui miliardi di sensori vengono applicati a miliardi di dispositivi, macchine e oggetti ordinari, offendo loro opportunità di rete ampliate, rendendole così più intelligenti.

IoE Rappresenta per le aziende la possibilità di convertire le informazioni raccolte (Dati) in azioni e facilitare il processo decisionale basandosi sui dati per fornire nuove funzionalità ed esperienze più ricche al fine di migliorare gli obiettivi di business.

“The Internet of Everything (IoE) with four pillars: people, process, data, and things builds on top of The Internet of Things (IoT) with one pillar: things. In addition, IoE further advances the power of the Internet to improve business and industry outcomes, and ultimately make people’s lives better by adding to the progress of IoT.” (Dave Evans, Chief Futurist Cisco Consulting Services).

 


Elementi dell’IoE

- Persone – Le persone forniscono informazioni personali tramite i siti web, le applicazioni e dispositivi collegati alla rete a cui accedono (pensiamo ad esempio ai sensori sanitari e ai kit per la domotica della casa). Gli algoritmi di Intelligenza Artificiale e altre tecnologie intelligenti analizzano i dati forniti per comprendere i problemi umani e fornire contenuti pertinenti in base alle loro esigenze personali o aziendali, al fine di aiutare le persone a risolvere rapidamente i propri problemi e prendere decisioni;

- Oggetti
– Incarnano il puro concetto di IoT. Gli oggetti fisici, incorporati con sensori e attuatori, generano i dati durante il loro utilizzo e li inviano alla destinazione necessaria attraverso la rete;

- Dati
– I dati grezzi generati dai dispositivi (oggetti) non hanno inizialmente valore. Ma una volta riassunti, classificati e analizzati si trasformano in informazioni inestimabili in grado di controllare vari sistemi e potenziare soluzioni intelligenti;

- Processi
– Rappresentano l’ultima fase del processo. Attraverso il ricorso all’Intelligenza Artificiale, al Machine Learning e altre svariate tecnologie, assicurano che le informazioni giuste vengano recapitate alla persona giusta al momento giusto. L’obiettivo è generare il migliore utilizzo possibile dei Big Data.

La differenza fondamentale tra IoT e IoE è il numero di pilastri su cui si basano; se infatti l’Internet of Things si basa esclusivamente su oggetti fisici, l’Internet of Everything comprende i quattro componenti appena elencati (persone, oggetti, dati e processi). L’IoT è l’interconnettività degli oggetti fisici che inviano e ricevono dati, L’IoE è un termine più ampio che include, oltre all’IoT, le tecnologie e le persone.

Ogni settore industriale può quindi applicare il modello di Internet of Everything ai propri processi e trarne vantaggio. Eccone alcuni esempi:

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L’industria manifatturiere può beneficiare dell’IoE per implementare sensori per la manutenzione predittiva in produzione, per monitorare le parti dell’apparecchiatura che devono essere riparate o sostituite, consentendo di eliminare i tempi di inattività e ridurre i costi di riparazione;

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Le aziende di logistica e consegna possono introdurre sensori e dispositivi intelligenti sui camion per ottimizzare le condizioni di consegna e i possibili percorsi, e migliorare la soddisfazione dell’utente finale che riceve i propri ordini in tempi più brevi;

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I sistemi municipali possono implementare contatori intelligenti di acqua ed elettricità per residenti e organizzazioni commerciali al fine di monitorare i tassi di utilizzo e prendere decisioni in materia di economia e riduzione dei costi.

La gamma di apparecchi connessi all’universo dell’IoE sta crescendo e le industrie stanno inevitabilmente cambiando. Stiamo assistendo a un radicale cambiamento tecnologico in cui la connettività è onnipresente. L’Internet of Everything non cambierà drasticamente il modo in cui facciamo affari, ma ci aiuterà a fornire servizi migliori e prodotti migliori, e generare nuove opportunità di business attraverso un approccio collaborativo uomo-macchina. I vari settori industriali saranno progressivamente trasformati dal ricorso al IoE: l’interconnessione di persone, processi, dati e oggetti sarà più importante e preziosa che mai. Le informazioni diventeranno azioni, per creare nuove possibilità, esperienze più ricche, e schiudere opportunità economiche senza precedenti per le aziende.

 

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Esiste una “nuova valuta” che sta aiutando le aziende a superare i propri limiti e trasformarle in Organizzazioni Esponenziali (ExO) di successo, stiamo parlando dei Dati. Nell'odierna era tecnologica, contraddistinta da tecnologie come Smartphone e Internet che hanno reso i dati abbondanti e onnipresenti in ogni settore industriale, le aziende che avranno successo sono quelle che impareranno per prime come sfruttare i dati a cui hanno accesso.

Molto spesso le aziende hanno a disposizione una grande quantità di dati, che però non sanno come utilizzare. Per trasformare i dati in valore aggiunto è necessario mettere in campo una efficace attività di analisi, che consenta di esaminare in profondità anche i dati apparentemente meno significativi per estrarre informazioni utili ad indirizzare le decisioni aziendali. L’analisi dei Big Data (Big Data Analysis) è una forma di analisi avanzata, che coinvolge algoritmi statistici e analisi delle prestazioni e permette alle aziende, attraverso l’interpretazione dei dati, di generare maggiore efficienza operativa e nuove opportunità di profitto.

Come erroneamente si potrebbe pensare, non sono solo le aziende tecnologiche e digitali che possono avvantaggiarsi dei dati, ma il sistema di analisi delle informazioni può essere applicato a qualsiasi modello industriale ed essere alla portata di qualsiasi dirigente e imprenditore. L’applicazione degli algoritmi è già diffusa in molti settori diversi tra loro:

- La flotta di UPS effettua quotidianamente 16 milioni di consegne in tutto il mondo. Applicando gli algoritmi per analizzare i dati in suo possesso e ottimizzare tratte e carichi di trasporto, UPS permette oggi di risparmiare ai propri conducenti 85 milioni di miglia l’anno con un risparmio annuale di 2,5 miliardi di dollari;

- Le attività di manutenzione straordinaria rappresentano per l’industria aerea una delle maggiori spese a cui far fronte. Attraverso l’introduzione di nuovi velivoli, che permettono di generare più dati rispetto ai modelli più vecchi, e l’utilizzo dei Big Data Analytics per svolgere attività di analisi predittiva in grado di segnalare un problema tecnico prima che si verifichi, le aziende operanti nel settore aereo stanno riducendo i budget di manutenzione dal 30 al 40%, migliorando, di conseguenza, anche il servizio offerto ai propri clienti, riducendo il numero dei voli in ritardo e fastidiosi tempi di attesa all’interno degli aeroporti;

- Anche il mondo del motorposrt ha già introdotto l’analisi dei dati come strumento abilitante alla vittoria: McLaren Racing Limited, il team inglese di Formula Uno, analizza i dati del sensore della vettura in tempo reale, durante le gare automobilistiche, per identificare i problemi prima che si verifichino e intraprendere azioni correttive a gare in corso prima che sia troppo tardi.

Fino ad oggi, le attività di Business Intelligence permettevano di analizzare dati storici ed eventi già accaduti, ma se si vuole essere davvero proiettarsi nel futuro e attuare una analisi predittiva dei dati che nessuna dashboard saprebbe evidenziare con i soli strumenti di BI tradizionali, è necessario fare ricorso al Machine Learning. Il Machine Learning, o apprendimento automatico, è una tecnologia basata su modelli statistici e sul training di algoritmi; sono software che vengono “allenati” attraverso i dati per continuare poi a migliorarsi nel tempo. Proprio come fa il cervello umano elaborando nuove informazioni, anche gli algoritmi imparano con l’esperienza, cioè usano il passato per diventare ancor più abili in futuro. Grazie a questa moderna tecnologia è ora possibile realizzare, automaticamente, modelli per l’analisi di dati più grandi e complessi e di elaborare più velocemente risultati più accurati anche su larga scala. La costruzione di modelli di analisi precisi permette alle aziende di identificare nuove opportunità di profitto (come nel caso dell’esempio di UPS) o di evitare rischi non preventivati (come nel caso delle compagnie aeree).

Investire nell’utilizzo di algoritmi di Big Data Analytics è, e sarà sempre di più, la strategia vincente per le aziende che vogliono scalare rapidamente e aumentare il loro vantaggio competitivo. Le moderne aziende non possono rinunciare a dedicare risorse alla Big Data Analytics: le organizzazioni che affideranno i propri dati ai software di Machine Learning e intuiranno come potersi avvantaggiare dall’analisi dei dati ne usciranno vincenti, coloro che non lo faranno si troveranno presto in ritardo rispetto alla concorrenza.

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Negli ultimi anni abbiamo assistito al crescente utilizzo del termine Intelligenza Artificiale. A.I. (Artifial Intelligence) è più di un semplice slogan e ha già trovato la sua strada in più aree della nostra vita; è negli annunci digitali che vediamo online ogni giorno, è nelle nostre App di salute e nelle nostre playlist musicali. Netflix, uno dei servizi di streaming TV più conosciuti al mondo, ha fatto dell’intelligenza artificiale uno dei propri punti di forza: sviluppando algoritmi che permettono di fornire allo spettatore consigli personalizzati per aiutarlo a trovare serie tv e film di suo interesse, usando le raccomandazioni generate attraverso l’A.I., il colosso americano stima di generare oltre 1 miliardo di dollari di entrate che altrimenti non avrebbe ricavato.

L’esempio di Netflix è uno dei tanti che dimostrano come le tecnologie di intelligenza artificiale stanno radicalmente trasformando ogni processo aziendale in ogni settore, diventando un imperativo per le aziende che vogliono mantenere un vantaggio competitivo.

Piuttosto che servire da sostituto dell’intelligenza umana, l’intelligenza artificiale è generalmente vista come un sistema di supporto, abile a processare ed analizzare i dati in modo molto più rapido di quanto potrebbe fare un cervello umano. Questo approccio, definito Machine First, permette agli executive aziendali di far ricorso all’intelligenza artificiale per scoprire in tempi più rapidi le possibili conseguenze di ogni azione e snellire il processo decisionale.

C’è un fattore sul quale vale la pena soffermarsi: la capacità dell’intelligenza artificiale di abilitare nuovi modelli di business dimostra che la sua adozione all’interno dell’azienda dovrebbe entrare a far parte dei piani e delle competenze di lavoro di ogni CEO.

Ancora pochi amministratori delegati comprendono come integrare l’intelligenza artificiale alle proprie strategie aziendali e per questo ne delegano lo sviluppo ai CTO, che però tendono ad analizzare le sue potenzialità da un punto di vista tecnico. Questo approccio non è più adatto allo scopo ed è necessario instaurare una relazione collaborativa tra CEO e CTO, in cui le parti parlino di più e utilizzino le rispettive competenze per attuare modelli di business disruptive e identificare nuovi fonti di guadagno mediante l’utilizzo dell’A.I.

Comprendere l’impatto culturale dell’A.I. è la chiave per attuare nuovi modelli di fare impresa e rappresenta uno dei principali aspetti delle organizzazioni esponenziale. L’A.I. sta guidando un paradigma culturale in cui l’automazione, la collaborazione uomo-macchina e i processi guidati dai dati prevalgono sulle opinioni e le probabilità vengono utilizzate per affrontare le incertezze.

Il ricorso all’Intelligenza Artificiale e l’adozione di un approccio Machine First ha permesso a Netflix di aumentare i propri profitti e cambiare il modo in cui le persone accedono a film e serie TV, trasformato radicalmente il mondo dell’entertainment a discapito delle aziende che non hanno saputo leggere il cambiamento. Quando Netflix ha deciso di innovare il proprio modello d’impresa, precedentemente basato sull’invio per posta dei DVD ai propri clienti, e ha lanciato il suo servizio di streaming on-demand, Blockbuster ha pensato che quella tipologia di servizio fosse insignificante. Blockbuster non ha saputo prevedere dove sarebbe andato il futuro della visione dei film, che lo streaming sarebbe diventato la fase successiva dell’intrattenimento domestico, preferendo fare affidamento sui propri clienti che ancora noleggiavano i DVD. Oggi Blockbuster è in bancarotta e Netflix, che ha saputo trarre vantaggio dalle tecnologie di A.I. per fidelizzare e coinvolgere i clienti, vale milioni di dollari.

L’industria dell’intrattenimento non è l’unico settore che è stato trasformato dall’Intelligenza Artificiale e l’approccio Machine First è stato implementato in molti altri settori. Svariate analisi dimostrano che l’adozione dell’intelligenza artificiale porta importanti miglioramenti in tutti i settori:

1. Abilita l’innovazione del modello di business e l’ingresso in nuove attività attraverso l’utilizzo dei dati. I provider immobiliari Zillow e Opendoor, specializzati nell’acquisto e vendita di case tramite le loro applicazioni, hanno sfruttato i dati degli utenti in loro possesso, combinandoli con algoritmi intelligenti, per espandere le loro attività in finanziamenti e altri aspetti di acquisto domestico affrontando i molti punti deboli che le persone sperimentano quando comprano e vendono casa;

2. Migliora i risultati aziendali attraverso un approccio Machine First che aiuta le imprese a scalare e crescere esponenzialmente. Il caso è quello di Landmark Group, il gigante dei Retail di Dubai, che ha fatto ricorso all’intelligenza artificiale per reinventare le proprie attività di approvvigionamento, automatizzando le attività chiave attraverso un processo di sourcing-on-onboarding  che aumenta la visibilità dei fornitori e consente negoziazioni più intelligenti;

3. Migliora il processo produttivo industriale, sfruttando la mente robotica per realizzare il prodotto finito e aiutare le aziende ad identificare e ridurre i problemi di assemblaggio. È il punto di partenza dell’Industria 4.0, che sfrutta il cosiddetto “Machine Learning”, l’apprendimento automatico che le macchine e i robot sono in grado di mettere in atto, sulla base dei dati ricevuti e delle informazioni immagazzinate, al fine di migliorare la propria attività, ottimizzandola;

4. Migliora il lavoro dei dipendenti. Le principali società di investimento del mondo stanno sviluppato dei robot-consulenti per liberare i propri consulenti finanziari dalle attività meno remunerativi e permettergli di concentrarsi esclusivamente sui clienti più redditizi. I robot-consulenti si basano su un software che utilizza l’intelligenza artificiale e la tecnologia di apprendimento automatico per offrire ai clienti con un patrimonio netto più basso una consulenza automatizzata e personalizzata sugli investimenti;

5. Riduce l’errore dovuto ai pregiudizi umani attraverso l’impiego di specifici software di analisi dei dati che svolgono calcoli e forniscono soluzioni efficaci in modo autonomo.

6. Crea un’esperienza superiore per tutti i clienti, che sempre più si aspettano un approccio semplice, avvincente e personalizzato. I motori di ricerca guidati dall’A.I. di Amazon e altre società online tracciano ciò che i clienti hanno acquistato in passato. Sulla base dei gusti dei clienti simili possono fornire indicazioni su cosa acquistare successivamente.

Oggi le aziende non possono fare a meno degli enormi investimenti in infrastrutture fatti negli ultimi 50 anni, ma è necessario che inizino a riconsiderare i propri processi e approcci di business in un’ottica disruptive. I CEO non possono affidare questo processo a qualcun altro e sono chiamati ad innovare: devono essere i primi promotori della digitalizzazione e della trasformazione delle aziende in Organizzazioni Esponenziali. L’intelligenza Artificiale sarà molto presto al centro di ogni processo decisionale che le aziende prenderanno e diventerà imprescindibile per non perdere il proprio vantaggio competitivo.

L’avvento dell’Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale, porta con sé moltissimi cambiamenti nel mondo del lavoro. Gli attori principali di questo nuovo modo di fare industria sono le persone e si sta assistendo alla nascita di nuove figure professionali in grado di sostenere i cambiamenti a cui le aziende sono chiamate.

Tra queste una figura decisiva è quella dell’Innovation Manager: un professionista che si occupa di favorire processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale e che supporta l’impresa nello sviluppo di competenze, sul piano sia tecnico che manageriale. Un risorsa che sta diventando sempre più imprescindibile in grado di introdurre nuove metodologie che possano avviare una spinta radicale al cambiamento.

Come indicato nel Piano Industria 4.0 del Governo italiano del settembre scorso, entro il 2020 le imprese italiane avranno bisogno di 3.000 Innovation Manager in grado di attuare innovativi modelli di business e guidare le aziende italiane nella nuova era industriale. Inoltre, come riporta una recente ricerca della Digital Transformation Academy degli Osservatori Digital Innovation, il 27% delle imprese italiane con più di 50 dipendenti ha già inserito un ruolo o una Direzione di Innovation Management al proprio interno.

A fronte della comprovata necessità delle imprese di avvalersi di figure specifiche in grado di avviare il cambiamento, il Ministero dello sviluppo Economico (MISE) ha approvato in data 10 maggio il decreto attuativo per sostenere la crescita di queste figure specializzate.

IL VOUCHER PER LE IMPRESE

Il decreto approvato assegna alle PMI un voucher finalizzato a sostenere fino al 50% del costo dell’Innovation Manager, per un massimo di 40 mila euro ad impresa.

Il decreto attuativo stabilisce i requisiti necessari e le modalità di accesso all’agevolazione, nonché le condizioni per l’iscrizione dell’Innovation Manager nell’elenco dei fornitori a cui le aziende possono rivolgersi.

Per gli anni 2019, 2020 e 2021 è attribuito un contributo a fondo perduto nella forma di voucher per l’acquisto di prestazioni di natura specialistica finalizzate a “sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali”.

DESTINATARI DEL VOUCHER

Possono accedere all’incentivo le micro, piccole e medie imprese, singole o aggregate in reti di impresa che rispettano i seguenti requisiti:

- Occupano meno di 250 unità lavorative-anno (ULA)

- Hanno un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio (attivo dello stato patrimoniale) annuo non superiore a 43      milioni di euro

INCENTIVO

Il contributo, sotto forma di voucher, è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari:

- al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro per le micro e piccole imprese

- al 30% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro per le medie imprese

- al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 80.000 euro per reti di impresa

A CHI POTRANNO RIVOLGERSI LE AZIENDE?   

Con la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta ufficiale si conosceranno nel dettaglio le modalità e i termini per la formazione dell’elenco delle società e dei manager qualificati abilitati.

Secondo le prime informazioni trapelate, l’impresa o la rete beneficiaria dovrà stipulare un contratto di servizio di durata minima di 6 mesi con società di consulenza (costituite nella forma di società di capitali ed accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione) o singoli manager qualificati, a condizione che siano accreditati in albi o elenchi dei manager dell’innovazione e in possesso di titolo di dottore di ricerca o di master universitario di secondo livello in gestione, management o ingegneria dellinnovazione.

Ti invitiamo a seguire i nostri canali per rimanere aggiornato sulla pubblicazione del decreto attuativo e conoscere modalità e termini per presentare la richiesta per l’ottenimento del voucher. Una grande opportunità per tutte le PMI che vogliono accelerare i propri processi di innovazione e trasformazione digitale, per affrontare la transizione alla nuova rivoluzione industriale già in atto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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